Civil Law e Common Law: due sistemi a confronto

Civil Law e Common Law sono due modelli di ordinamento giuridico molto differenti per struttura e applicazione.

L’ordinamento giuridico italiano è strutturato su un modello da sempre denominato civil law, e si contrappone a quello tipico degli ordinamenti anglosassoni, chiamato common law. Le due tipologie sono diverse per origine, struttura e ripartizione delle funzioni fra i poteri dello stato, e specialmente per i ruoli che nei due sistemi assumono la legge scritta e le decisioni della giurisprudenza in relazione ai casi concreti. Con l’espressione common law s’intende il sistema giuridico basato sulla prevalenza del diritto giurisprudenziale; quello di civil law è invece un sistema imperniato su codici e leggi di un Paese. Sulla base di tale assunto, due sarebbero i protagonisti di questa apparente contrapposizione: il giudice e la legge; la giurisprudenza e la dottrina.

È interessante capire le origini di questa differenziazione.

I sistemi giuridici dei paesi di tutto il mondo si fondano su due tradizioni: la tradizione anglosassone del common law e la tradizione latino/romana del civil law. Ci sono circa 150 paesi che seguono il modello di civil law, mentre ci sono circa 80 paesi di common law.

La tradizione del common law emerse in Inghilterra durante il Medioevo e fu applicata poi in tutte le colonie britanniche. Allo stesso tempo, la tradizione del civil law si sviluppò nell’Europa continentale e fu applicata nelle colonie delle potenze imperiali europee come la Spagna e il Portogallo. Nel XIX e XX secolo, fu applicata anche in paesi che prima possedevano tradizioni giuridiche distinte, come la Russia e il Giappone, che cercarono di riformare i loro sistemi giuridici per ottenere un potere economico e politico paragonabile a quello delle nazioni dell’Europa occidentale.

Sebbene nel Medioevo l’Inghilterra avesse molti legami culturali profondi con il resto dell’Europa, la sua tradizione giuridica si sviluppò diversamente da quella del continente per una serie di ragioni storiche. Oggi la differenza fondamentale tra common law e civil law è nelle fonti principali del diritto. Anche se i sistemi di common law fanno ampio uso degli statutes, i casi giudiziari sono considerati la fonte più importante del diritto, il che dà ai giudici un ruolo attivo nello sviluppo delle regole. Nei sistemi di civil law, al contrario, i codici sono usati per coprire tutte le eventualità e i giudici hanno un ruolo più limitato nell’applicare la legge al caso in questione.

Il modello di common law è stato originariamente sviluppato attraverso la consuetudine, in un’epoca in cui le leggi non erano scritte. È generalmente non codificato. Questo significa che non c’è una compilazione completa di leggi o norme e si basa in gran parte sul precedente, creato da decisioni giudiziarie, il che significa che le sentenze passate sono prese in considerazione quando i casi sono decisi (giurisprudenza). Va notato che oggi il common law è anche codificato, cioè in forma scritta. Questo sistema giuridico si basa sul principio giudiziario dello “stare decisis“, cioè sull’aspetto vincolante del precedente. Questi precedenti sono mantenuti nel tempo attraverso i registri dei tribunali, nonché storicamente documentati in raccolte di giurisprudenza note come annuari e rapporti. I precedenti da applicare nella decisione di ogni nuovo caso sono determinati dal giudice che presiede.

Il modello di civil law, al contrario, è codificato. Si riferisce a un corpo di leggi basate su codici giuridici scritti derivati da principi normativi fondamentali. Le controversie legali sono risolte facendo riferimento a questo codice, al quale si è arrivati attraverso la legislazione. I giudici sono vincolati dalla legge scritta e dalle sue disposizioni. In un sistema di diritto civile, il ruolo del giudice è quello di stabilire i fatti del caso e di applicare le disposizioni del codice applicabile.

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