La traduzione certificata

La traduzione certificata o autenticata è diversa dalla traduzione giurata e spesso confusa con la stessa. Si tratta di procedimenti completamente diversi. Con la traduzione certificata si attesta semplicemente la fedeltà al testo di partenza. È una traduzione rilasciata da un traduttore ufficiale, accompagnata da una dichiarazione su carta intestata nella quale si certifica che la traduzione è fedele e conforme al testo originale di partenza. Per le traduzioni certificate non sono necessarie marche da bollo, ma sarà sufficiente allegare l’autocertificazione contenente i dati anagrafici e i contatti del traduttore.

Alcuni paesi non richiedono la traduzione asseverata per considerare una traduzione valida a tutti gli effetti e con valore legale e ufficiale. Questi paesi richiedono semplicemente una “certified translation” o “notarized translation”. Nel Regno Unito, ad esempio, non esiste il procedimento di asseverazione, pertanto si accettano traduzioni certificate di titoli di studio, curriculum, certificati, dichiarazioni dei redditi e altri documenti.

Questo avviene perché a differenza dell’Italia alcuni paesi esteri prevedono associazioni di traduttori legalmente riconosciute, le cui traduzioni hanno valore certificato. Pertanto, per ottenere determinati servizi da enti stranieri, accade che sia richiesta la traduzione certificata di documenti. In tal caso non sarà necessario seguire l’iter più complesso e costoso previsto per le traduzioni giurate, ma sarà sufficiente procedere all’autocertificazione della traduzione da parte del traduttore ufficiale che l’ha eseguita.

Il presupposto che vi farà risparmiare tempo e denaro è sempre lo stesso: chiedere all’autorità che riceve i documenti cosa serve esattamente. Questo non posso saperlo io, né il tribunale, né il giudice di pace, né l’ente che rilascia il documento. Non esiste un testo unico di riferimento da cui sia possibile trarre informazioni certe. Purtroppo varia caso per caso, Paese per Paese. Per poter capire su cosa si fonda realmente la distinzione principale tra le due tipologie di traduzione, basta fare la differenza tra documenti per scopi probatori o dichiarativi pubblici e documenti che regolano rapporti tra privati e che magari richiedono un maggiore grado di formalità.

Lo scorso febbraio è entrato in vigore il Regolamento 2016/1191 che prevede l’abolizione dell’apostille/legalizzazione e della traduzione di determinati documenti pubblici tra Stati dell’UE.

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Dott.ssa Antonia Tofalo  |   Traduttore Ufficiale

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